
L’eredità di chi narra: perché raccontare la bellezza è un atto politico
C’è un istante preciso, tra il silenzio di una navata e l’eco di un passo, in cui la bellezza smette di essere un reperto e diventa un’eredità. È un momento fragile, quasi invisibile. Succede quando un dettaglio — una venatura nel marmo, un raggio di luce che taglia l’incenso, il graffio di uno scalpello dimenticato — smette di essere un dato tecnico e si trasforma in una domanda rivolta al presente.




