
Custodi di bellezza: il privilegio e la responsabilità di guardare
C’è una differenza sottile, eppure abissale, tra l’attraversare uno spazio e l’abitarlo con lo sguardo. Spesso ci muoviamo tra le navate di una cattedrale o lungo i corridoi di un museo come se fossimo davanti a uno schermo infinito, collezionando frammenti di immagini, scatti digitali e panorami pronti per essere consumati. Ma la bellezza, quella vera, non si lascia consumare. Al contrario, ci interroga.







