Pellegrini digitali: la tecnologia al servizio dello stupore
C’è un paradosso sottile che abita il nostro tempo: siamo la civiltà della velocità, dell’immagine consumata in un battito di ciglia, dello sguardo che scivola sulle superfici senza mai affondare. Siamo, per definizione, cittadini del veloce. Eppure, quando varchiamo la soglia di una cattedrale o ci fermiamo dinanzi alla stratificazione millenaria di un reperto, avvertiamo un bisogno ancestrale di segno opposto: il bisogno della sosta.
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